IL DIFFICILE MESTIERE DELLA CULTURA

Ci arriva la notizia, amara, della sospensione del Piemonte Movie 2013.

La ragione è sempre la stessa: l’incertezza dei fondi messi a disposizione dalle istituzioni che non permette una programmazione serena, a volte nemmeno una programmazione adeguata.

E non si parla naturalmente della programmazione in sala, meglio specificarlo per quelle malelingue che non vedono l’ora di spargere veleno sull’ennesima vittima della guerra contro la cultura.

Perché la programmazione in sala del Piemonte Movie è sempre stata interessante e valida. Valida per la promozione del cinema indipendente e dei suoi autori; valida soprattutto per la promozione del territorio che non passa sempre e soltanto per la pancia, in senso stretto.

Il Piemonte avrebbe di più, se solo qualcuno fosse meno miope. O meno ingordo, anche, viste le retribuzioni lorde dei dirigenti del Comune di Torino (e si parla di un solo Comune!).

Il Piemonte Movie 2013 è sospeso.

Non è difficile immaginarlo sospeso perché appeso a un cappio. Il medesimo cappio che strozza qualsiasi iniziativa intelligente e lodevole in questa Regione (e per estensione in questa Nazione).

La Regione, ecco, parliamo anche di quest’altra istituzione che bandisce fondi alla cultura con misteriosi criteri di assegnazione e fa pagamenti anche a 700 giorni, impossibili per qualsiasi azienda, ma non per loro. Oppure evitiamo di parlarne, prima che ci venga voglia di uscire di casa con il battipanni per andare a far loro to-to sul sederino.

Si è fatta strada, come un virus, la malsana idea per cui lavorare nella cultura sia un piacere intellettuale: un hobby per chi è troppo nerd per la partitella di calcetto settimanale, o troppo macho per il crochet.

La cultura è  lavoro.

Un lavoro che dà lavoro, anche!
Come la politica, per esempio. Perché altrimenti non si spiega perché vengano pagati i maestri, gli insegnanti e i docenti universitari. E si spiega ancora meno perché vengano pagati – tanto, troppo – tutti questi dirigenti che, insomma, potrebbero stare lì dove stanno per il bene comune, o no?

Avete notato come si cada nel pour parler populista quando si usa il vocabolario con cui, quotidianamente, s’affatica e si smembra chi fa cultura in questo Paese? Dovrebbe farci riflettere tutti.

Nel frattempo, il Piemonte Movie 2013 è sospeso.

E siamo amareggiati e arrabbiati, e siamo con loro: anche durante la conferenza stampa indetta dagli organizzatori mercoledì 6 febbraio alle 11h30, presso la Sala dell’Antico Macello di Po di via Matteo Pescatore 7, Torino.

Tags: , , ,