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LA PAROLA AI GIURATI

Nonostante la penuria di fondi, il premio del Piemonte documenteur filmfest non è stato toccato e anche in questo 2014, il miglior mockumentary tra quelli realizzati durante questa settimana, si porterà a casa l’ambito malloppo di 3000€.

A decretare il vincitore sarà una giuria di esperti che non vediamo l’ora di vedere all’opera ma, prima di tutto, di presentarti.

 

Simone Arcagni

simone_fotoSimone Arcagni è Ricercatore presso l’Università di Palermo. Studioso di nuovi media e nuove tecnologie, collabora con Nòva – Il Sole24Ore, Technonews, Oxygen, Digicult, Segnocinema e altre riviste scientifiche e di divulgazione scientifica. Suo il blog Postcinema ospitato sul sito de Il Sole 24 Ore. Co-dirige (con Miriam De Rosa) Screencity Journal e dirige Screencity Review. Fondatore e coordinatore di Emerginseries.net-Web Series Magazine. È curatore, consulente e collaboratore di festival, conferenze, collane editoriali e riviste, nazionali e internazionali. Tra le sue pubblicazioni Screen City (Bulzoni), Music Video (con Alessandro Amaducci), Oltre il cinema. Metropoli e media (Kaplan), Dal Postmoderno al post-cinema (curato con Giovanni Spagnoletti); Cinema e web (curato con Giovanni Spagnoletti).

 

Mario Garofalo

Mario_GarofaloMario Garofalo è regista e creative-producer per il cinema, la televisione e i new media. Ha realizzato film, documentari, spot, in particolare su temi di carattere sociale, storico e culturale, con uno stile di regia che alterna, nei differenti lavori, il realismo ad una narrazione più propriamente di finzione.
Con il suo film lungometraggio per il cinema, Ainom, ha partecipato e vinto Premi in Festival internazionali, in particolare l’Oscar cinese per la Miglior Regia straniera al Golden Rooster & hundred flowers (China International Film Academy Awards 2011). È attualmente impegnato nella regia del suo secondo film, Madeleine.

Nel 2014 fonda con il fotografo e regista Lorenzo Ceva Valla la produzione cinematografica Ainom Films Srl, con sede a Milano.

All’attività di regista affianca quella di docente di cinema in scuole statali superiori di Milano. È  inoltre ideatore e coordinatore della Scuola di Cinema dei Bambini, un’iniziativa didattica che cura progetti di realizzazione audiovisiva per bambini tra i 3 e i 14 anni, presso Associazioni culturali e Scuole pubbliche.

 

Lele Marcojanni e Tommaso Tintori

Lele MarcoianniLeleMarcojanni è un progetto collettivo creato nel 2010 da Elena Mattioli, Flavio Perazzini e Roberto Mezzano. LeleMarcojanni è un nome fasullo che raccoglie lo sforzo di sei occhi per lavorare insieme in una direzione. Lele si concentra sullo storytelling usando il linguaggio del documentario, del video e anche attraverso l’ideazione e la costruzione di eventi partecipativi.

Tommaso Tintori nasce a Urbino nel 1981. Nel 2013 si laurea in Comunicazione e Design presso lo IUAV di Venezia. Dal 2006 lavora come fotografo, filmmaker direttore della fotografia e grafico. Attualmente vive a Roma e Lavora come montatore presso la B&B Film.

Nel 2013 Lele e Tommaso si uniscono e partecipano al Pdff realizzando Sale con cui vincono il premio del pubblico e la menzione per il miglior cast. Sale è inoltre stato selezionato in diversi festival nazionali e internazionali.

Nel visionare i lavori delle sette supereroiche equipe che si stanno sfidando all’ultima menzogna, la giuria dovrà tener conto di:

• trattamento del soggetto
• originalità
• valorizzazione del territorio
• coinvolgimento del territorio
• buon utilizzo dei codici del documentario
• qualità tecnica e formale

Nessun limite a menzioni speciali e riconoscimenti particolari.

E il pubblico non resta a guardare

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Come gli scorsi anni, anche tu che verrai al gran finale potresti essere chiamato a scegliere il mockumentary preferito dal pubblico: durante il pomeriggio, e fino all’inizio delle proiezioni, potrai infatti acquistare un biglietto numerato del valore di 1€ che potrebbe venir estratto, a inizio serata, insieme ad altri sei numeri. Se uno dei sette numeri fosse il tuo, entrerai quindi a far parte della giuria popolare il cui onere e onore è assegnare la cifra raccolta dalla vendita dei biglietti al mockumentary che ritiene più meritevole.

Pront* a scegliere?

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DOVE OSANO LE EQUIPE

Un inizio baciato dal sole, quello del Pdff2014 che ha aperto le danze alle bugie ieri mattina alle 11, a Ostana, con l’accoglienza delle sette equipe selezionate al cospetto di un Monviso dalla punta appena coperta da una nuvola dispettosa.

Un brief veloce, qualche indicazione tecnica, un paio di ragguagli, la compilazione dei documenti e infine il momento più atteso: il sorteggio delle location di destinazione per ciascuna equipe.

 

Dove stanno dunque mentendo i sette supereroici team videomenzogneri dalle 10 di questa mattina?

 

AL VERDE —> USSEAUX

alverde

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra difficoltà con la promozione turistica, miracoli per curare l’inappetenza, concittadini dai trascorsi burrascosi e colpi di scena inaspettati, i documentitori approdati a Usseaux ci hanno raccontato una comunità piccola ma piuttosto vivace. Cosa riusciranno a cogliere gli Al verde che i predecessori si sono lasciati scappare?

 

DROPS 24 —> TORRE PELLICE

Torre Pellice

 

 

 

 

 

 

 

A Torre Pellice c’è stato prima un pasionario che ha lottato per la salvaguardia del territorio e del suo paesaggio, poi  un misterioso personaggio riemerso dal passato che ha acceso la curiosità dei valligiani. Quale altra storia si cela tra i confini di questa piccola cittadina che i Drops 24 sapranno svelare?

 

EPIDEMIC —> BRICHERASIO

Bricherasio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’eclettico Valentino Santa Maria ha lasciato a Bricherasio un’impronta indelebile, tanto da intitolargli una Piazza. Chi o cosa catturerà l’attenzione degli Epidemic tanto da spingerli a raccontarne la storia?

 

FALSI D’OC —> VALDIERI

Falsi dìOc

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dinastie reali volutamente occultate dalla storia, bambini in grado di trasformare in oro tutto ciò che sfiorano: sono soltanto alcuni dei tesori nascosti nelle profondità di Valdieri e i Falsi D’Oc non temono la fatica e sono pronti a scavare fin dove li porterà loro storia.

 

I CORTI —> SAMBUCO

i corti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Funghetti dell’amicizia e spiritelli che giocano con il tempo e le persone. Sambuco ha qualcosa di magico che sfugge ai più. Sapranno, I corti, essere abbastanza veloci da acciuffarne il mistero?

 

I TRE ALLEGRI INDIANI —> OSTANA

tre allegri indiani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Han preso: lucciole per lanterne, zanne d’elefante come reperti di un glorioso passato e il Pastis come integratore. Ostana ha gli archivi pieni di documenzogne che aspettano di essere liberate. Non resta che scoprire quale cassetto decideranno di aprire I tre allegri indiani.

 

TRITTICO CORRETTO VODKA —> CANOSIO

Trittico corretto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giri d’Italia depennati dalle cronache. Bizzarri tentativi di portare le montagne a livello del mare per rilanciare economia e turismo. Canosio non si arrende al ruolo di piccolo Comune depennabile con una riga rossa sulle mappe nazionali. E per salvarsi ricorre a tutto quel che può, compreso un Trittico corretto Vodka.

 

 

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PASSAGGI DI TESTIMONE

Fortunatamente nessuno si è infortunato.
E questa è un’ottima notizia per tutti.

Sfortunatamente escono dalla competizione i Tratti e Ritratti: un impegno improrogabile li rapisce al Pdff 2014, ma noi contiamo di incontrarli di nuovo nel 2015.

Fortunatamente c’è un’equipe altrettanto motivata alla quale passare il testimone.

Diamo il benvenuto ai:

 

 FALSI D’OC
Il divertimento è una cosa seria

Approdano al Pdff dalla sabauda Torino con molta voglia di lasciarsi coinvolgere dall’aspetto giocoso del Festival, perché il gioco – dichiarano – è l’elemento fondante della loro amicizia e del loro sodalizio professionale. Non si confonda però questo desiderio con una qualsivoglia mancanza di serietà o grinta: i Falsi d’Oc, per il Pdff, si sono preparati alacremente e da tempo; hanno affrontato le durissime selezioni arrivando a un passo dal traguardo; e ora, quel traguardo, lo hanno varcato. Ma la vera sfida, per loro e per tutte le equipe in gara, deve ancora cominciare.

falsi_d_ocFrancesco Manfré
Nicolò Roberto Roccatello
Gabriele Franchino

 

 

 

 

 

 

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SUPERFALSE: ECCO LE EQUIPE DELLA QUINTA EDIZIONE

C’è chi  la menzogna l’adotta per gioco.
C’è chi la usa per professione.
Al Pdff né uno, né l’altro: si mente soltanto per passione.

E mentre a Fabrizio De André – ovunque egli sia – si ritorcono gli intestini, nella base del Pdff c’è eccitazione e attesa per il gran giorno: l’arrivo delle sette equipe 2014.

Non è stato semplice, tra le trenta domande di partecipazione pervenute, dover scegliere: i talenti dell’audiovisivo aumentano e sono, oltre che preparati, sempre più agguerriti e motivati.

Dopo aver spulciato i moduli che nemmeno una mamma scimpanzé, alla fine di due intense settimane di selezione, con gli occhi ormai arsi dal monitor, siamo arrivati a sette nominativi e siamo certi che ti conquisteranno come hanno conquistato noi.

Aspettando il 4 agosto e l’inizio della competizione, incominciamo a presentarteli qui.

 

AL VERDE
Non per soldi, ma per denaro!

Dalle fila di un’associazione ferrarese dedita alla causa cinematografica, i tre componenti dell’equipe si uniscono per la prima volta in un trio con l’intento di fondere i propri tre ambiti di ricerca nella produzione di un mockumentary che esplori la tematica dei suoni della natura e della musica ambient, con occhio etnomusicologico alle memorie musicali del territorio. Un approccio così sonoro non si è mai visto al Pdff, la curiosità è tanta.

Alverde

Massimo Alì Mohammad
Elisa Leonini
Cristiano Vallieri

 

 

 

 

 

 

 

DROPS 24
We Make Movies

Arrivano da Rieti e dichiarano di vivere per riprendere i volti, i gesti, il colore della vita (ma non disdegnano il bianco e nero), i 24 fotogrammi che separano la fotografia dal cinema; e per riprodurre, inventare e interpretare il tutto in formato 16:9. Dalle pianure del Lazio alle terre alte del Piemonte: cosa coglieranno questi sei occhi forestieri che sfugge ai locali?

Foto Troupe Drops24

Edoardo Spallazzi
Lorenzo Laudazi
Giada Pistonesi

 

 

 

 

 

 

 

EPIDEMIC
Attenzione: pericolo contagio

Forte empatia e unità di intenti sono il collante che unisce questa equipe che lavora insieme dal 2010 con ottimi risultati. E a testimoniare che stanno dicendo la verità (peccato!) le tante selezioni e premi a importanti ottenuti anche in ambito internazionale. L’occasione di misurarsi con un mockumentary rappresenta una nuova sfida che non possono mancare di cogliere. Il nome che hanno scelto per l’equipe la dice lunga sulla voglia di penetrare le storie ed espandersi con esse.

EpidemiciMicol Rosso
Simone Rivoire
Luc Walpoth

 

 

 

 

 

 

 

 

I CORTI
Salire in montagna per vedere finalmente gli altri dall’alto

Un ensamble che unisce Cuneo Milano e Savona,  formatosi appositamente per il Pdff2014 dopo essere stato «folgorato sulla via di Marsiglia». Saranno di certo balle scintillanti, le loro. E non c’è bisogno di aggiungere altro: i corti amano essere sintetici, giustamente.

teamArianna Cocchi
Vanessa Catta Solinas,
Alessandro Ingaria

 

 

 

 

 

I TRE ALLEGRI INDIANI
L’India è vicina

Al contrario del protagonista del loro primo mockumentary realizzato al Pdff2013, non sono scomparsi per nulla. Si sono camuffati, hanno fatto fuori un componente storico per dar meno nell’occhio, ci hanno storditi con la più lunga e pazzesca lettera motivazionale mai ricevuta (un dramma in tre atti, che si sappia!) e infine ci hanno riconquistati. Questi due veterani dalla muta facile più new entry, partono da Camaiore e promettono bugie camaleontiche. C’è di che fidarsi!

I tre allegri indianiNiccolò Signorini
Marco Masini
Gianluca Erra

 

 

 

 

 

 

 

TRATTI E RITRATTI – RITIRATI –
Ritrarre e ritrattare sono due facce della stessa medaglia

Bravi a mentire, quanto a ritrarre (o ritrattare?) il vero, arrivano al Festival con voglia di set, desiderio d’avventura e nessuna paura per l’imprevisto. Da Torino, un team che saprà usare la tavolozza della creatività al meglio e, forse, inventerà anche nuovi colori alla realtà.

tratti e ritrattiMaurizio Bonino
Barbara Andriano
Davide Marcone

 

 

 

 

 

 

 

 

TRITTICO CORRETTO VODKA
E tutti gli altri fan trentuno

Non partecipano al Pdff per divertirsi e neanche per vincere. A loro non interessa trepidare dietro la macchina da presa inventando mondi narrativi. Non vogliono raccontare storie appassionate, né cercare gli angoli segreti di una valle ancora ignota. Tantomeno hanno alcuna velleità di esprimere un personale punto di vista. Al Trittico Corretto Vodka tutto questo non interessa. O forse sì.

trittico c v-1-1Viviana Bruno
Franco Oresta
Marco Graf

 

 

 

 

 

 

 

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CIAO, È BELLO INCONTRARVI DI NUOVO

fioritura del baffo

Ed eccoci di nuovo qui.

Quinto anno.
Chi l’avrebbe detto che ci saremmo arrivati?

La paura di non farcela è la costante di ogni avventura.
Tanto che ci si aspetta di essere preparati ad affrontarla, ogni volta, perché si sa che la si ritroverà lì, puntuale, ad aspettarci.

Eppure, accidenti, preparati davvero non lo si è mai.

Perché la paura è furba: si insinua di volta in volta in un angolo diverso del percorso. Succede quindi che, per un breve tratto di strada, ci si convinca che ci abbia graziati, che non la incontreremo più. La cosa ci tranquillizza al punto da farci azzardare passi più sicuri, addirittura spavaldi. Ed è nel bel mezzo di uno di questi che, di solito, l’indesiderata torna a far capolino.

Le nostre paure fin qui sono state tante.

La prima è legata alle elezioni amministrative che interessano gran parte dei comuni che ci accompagnano da qualche anno, alcuni da sempre.

Un cambio di amministrazione è sempre un momento delicato per chi opera a diretto contatto e in cordata con le comunità: non è certo che chi arriverà dopo accolga e condivida il progetto con lo stesso entusiasmo dei suoi predecessori e c’è anche il rischio che l’amministrazione uscente non si prenda la responsabilità di lasciare quello stesso progetto, per quanto consolidato esso possa essere, in eredità ai successori.

Per fortuna, i nostri comuni, anche se ‘in scadenza’, non ci hanno abbandonati.
Ci hanno forse lasciati stesi un po’ più del solito al filo delle incertezze, ma è comprensibile e non avrebbero, ne siamo certi, potuto fare altrimenti.

La seconda grande paura riguarda l’altra condicio sine qua non per la realizzazione del festival: i fondi.

Il festival è supportato da due grandi Fondazioni Bancarie: la Fondazione CRT, con noi fin dal primo anno; e la Compagnia di San Paolo, con noi dal 2013. I fondi vengono erogati tramite bandi. I bandi hanno delle scadenze. Ciascuna Fondazione gestisce le scadenze a seconda della propria programmazione. Il che significa, che i risultati dei diversi bandi a cui partecipiamo, ci arrivano con diverse tempistiche.

Partecipare a un bando, poi, non vuol dire vincerlo.

Ad oggi, per esempio, abbiamo la certezza di un solo contributo, confidiamo molto in un secondo e ci auguriamo (con aggiunta di riti scaramantici e censurati gesti apotropaici) di aver conquistato la fiducia di un terzo finanziatore: la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Se questo è lo scenario di aprile, non sarà difficile capire perché, a gennaio, quando ci siamo seduti intorno al tavolo (noi dietro a questa follia che ci ostiniamo a chiamare festival) con un contributo sicuro ma inferiore a quello dell’anno precedente e una serie di incognite non da poco, ci siamo seriamente domandati se fosse il caso di continuare o fosse più saggio chiudere il capitolo Pdff. Poi, abbiamo iniziato a immaginare come sarebbe stato farlo, questo quinto anno:

«Comunque, se avessimo mai dovuto fare una quinta edizione, io avrei proposto di anticiparla»
«Ma sai che non sarebbe stata una cattiva idea? Una settimana prima sarebbe perfetto: non intralciamo le vacanze dei partecipanti e per i comuni è anche meglio, così hanno più tempo da dedicare ai cineasti e non si trovano a dover gestire la congestione degli eventi del Ferragosto»
«Ma quell’idea di poster che avevamo tirato fuori quella sera là, vi ricordate?»
«Uh, vero! Già me lo vedo 70×100»
«In ogni caso, prima, dobbiamo rifare il sito»
«Sì, concordo»
«Ci vogliamo mettere un bel form di iscrizione al concorso, online?»
«Ah, questa è un’idea! E lo facciamo a scorrimento verticale, che ne dite?»
«Sì, figo a scorrimento verticale!»

E insomma, è andata che alla fine siamo qui.

Abbiamo sempre paura, ma quella passa soltanto quando si spengono i fari della serata finale, e arrivare al 9 agosto (alla fine s’è deciso di anticipare di una settimana, eravamo tutti d’accordo) è ancora lunga.
Abbiamo ancora tante incertezze, però il sito a scorrimento verticale, bianco e con il form per il concorso da compilarsi online lo abbiamo fatto.
E il poster… Be’, per quello c’è ancora da aspettare un po’, ma lo abbiamo affidato a un grafico che prima o poi ci piacerebbe proprio presentarvi.
È molto timido però, non sappiamo se riusciremo a convincerlo.

In ogni caso siamo qui, ed è davvero bello incontrarvi ancora!

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TO BE CONTINUED…

Non aggiungiamo parole inutili, ridondanti, a quelle puntuali e personali della giuria di professionisti che ha assegnato premi e menzioni dopo un lunga, attenta e sensibile sessione di visioni.

Qualcuno ha vinto. Sulla carta, fuori dalla carta, indubbiamente sui monti.

Qualcun altro non torna a casa con un premio ufficiale. E un po’ se ne dispiace, e un po’ no.
Perché a sentire le interviste, quelle del giorno dopo, quelle della consegna dopo 96 ore di produzione, ciascuno dei partecipanti torna a casa con un oggetto di valore.

Perdonateci quel filo di retorica, dunque, che ci fa scrivere: abbiamo vinto tutti. Insieme.
Anche se non pensiamo davvero sia retorico riconoscere il lavoro fatto fin qui da noi e da loro.

Noi e loro. Ammettiamo che al quarto anno è davvero difficile distinguere chi siano loro, chi siamo noi.
Lo spirito che ci ha accompagnati, infatti, in particolare in questo ventitredici, è stato uno spirito di squadra.

Difficile crederlo quando ci si gioca un trofeo. Immaginiamo. E infatti un ‘tutti contro tutti’, nel concorso, nella gara, c’è ed è fortissimo e sano. Perché è questo lo spirito della competizione.

Così come c’è, altrettanto forte e dirompente, un ‘tutti con e per tutti’ nello scopo: vogliamo promuovere il territorio, vogliamo fare del cinema un mezzo di comunicazione del reale pur giocando con il falso e la menzogna, vogliamo crescere, insieme e diventare grandi insieme alle nostre montagne, le nostre persone, i nostri sogni.

#aqualcunopiacefalso, quando dice che un diverso modo di comunicare i luoghi non sia possibile. #aqualcunopiacefalso, quando pensa che per la montagna non vi sia futuro.
#aqualcunopiacefalso, quando dice che le giovani generazioni sono disinteressate, lontane, avulse dal contesto in cui vivono.
#aqualcunopiacefalso, quando afferma che il buon cinema si fa nei grandi centri di produzione, con i grandi nomi, con i vip del sistema, con i casati della produzione.

#aqualcunopiacefalso. A noi, per esempio, però per finta.

Il nostro ringraziamento più forte a tutti i compagni di viaggio di questa quarta edizione. A quelli davanti alla telecamera e a quelli dietro.
Ora pensiamo al 2014, insieme.

Sursum corda!

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PDFF 2013: LA SFIDA COMINCIA

Dicono che la montagna sia bella solo d’inverno.
FALSO!

Dicono che i giovani non apprezzino le piccole comunità montane.
FALSO!

Dicono che i ritmi lenti della tradizione non incontrino il mondo dell’innovazione.
FALSO!

È iniziata, con un caloroso benvenuto da parte dei comuni ospitanti la IV edizione del Piemonte Documenteur FilmFest.

Le sette equipes si sono presentate ad Ostana nella mattinata di ieri equipaggiate di idee stravaganti e fervida immaginazione.
Davanti a un Monviso che si rivela solo a tratti, è avvenuto il sorteggio delle chiavi: sette squadre in sette comuni; piccole comunità sempre più calorose e partecipi nell’accogliere e sostenere la troupe che il sorteggio ha loro assegnato.

Una veloce intervista ai partecipanti, qualche consiglio, regola, prassi burocratica e poi… via! Un bel pranzo sopra i 1600 metri, tra i fianchi ruvidi dei  monti, i pascoli e un po’ di foschia ed ecco che si predispone lo scenario per suggestive menzogne da raccontare con l’occhio indagatore dell’obiettivo.

Come se la caveranno i nostri bugiardi?

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