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PASSAGGI DI TESTIMONE

Fortunatamente nessuno si è infortunato.
E questa è un’ottima notizia per tutti.

Sfortunatamente escono dalla competizione i Tratti e Ritratti: un impegno improrogabile li rapisce al Pdff 2014, ma noi contiamo di incontrarli di nuovo nel 2015.

Fortunatamente c’è un’equipe altrettanto motivata alla quale passare il testimone.

Diamo il benvenuto ai:

 

 FALSI D’OC
Il divertimento è una cosa seria

Approdano al Pdff dalla sabauda Torino con molta voglia di lasciarsi coinvolgere dall’aspetto giocoso del Festival, perché il gioco – dichiarano – è l’elemento fondante della loro amicizia e del loro sodalizio professionale. Non si confonda però questo desiderio con una qualsivoglia mancanza di serietà o grinta: i Falsi d’Oc, per il Pdff, si sono preparati alacremente e da tempo; hanno affrontato le durissime selezioni arrivando a un passo dal traguardo; e ora, quel traguardo, lo hanno varcato. Ma la vera sfida, per loro e per tutte le equipe in gara, deve ancora cominciare.

falsi_d_ocFrancesco Manfré
Nicolò Roberto Roccatello
Gabriele Franchino

 

 

 

 

 

 

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FESTA CHE VAI, SUPEREROE CHE TROVI

Quando pensiamo a un’edizione del Pdff, non ci poniamo grossi limiti d’immaginazione e nemmeno ci facciamo il problema di rimanere negli stretti confini dell’ambiente audiovisivo.

Il Piemonte documenteur filmfest è un terreno particolarmente accogliente e fertile che non rigetta quasi nessun tipo di semina. Probabilmente perché il fatto stesso di trovarsi in un ambiente a metà tra realtà e finzione apre le porte a due mondi talmente ricchi da nutrire anche l’esercizio di fantasia più famelico

Nell’atto di costruire un nuovo appuntamento, cerchiamo di divertirci a mischiare una serie di ingredienti che ci piacciono, senza l’ansia dell’epilogo perfetto ma con l’emozione dell’attesa del risultato finale. Visto poi che il risultato finale è sempre stato una piacevole scoperta, giocare al piccolo chimico ci ha preso la mano e, di anno in anno, continuiamo a dare libero sfogo ad azzardi e fantasie per creare un cocktail di elementi degno di una festa (il fest nel nostro nome è proprio questo!) da aspettare con trepidazione, a cui si  abbia sempre più voglia di partecipare.

Il tema della festa di quest’anno – Superfalso: una menzogna ci salverà – ci è particolarmente caro perché è nato da una riflessione (ogni tanto, incredibile ma vero, ci troviamo a ragionare di cose molto serie) sullo stato dei territori in cui il Pdff si muove, i piccoli comuni di montagna, e sullo stato della progettazione e dell’offerta culturale più in generale.

Sentiamo da anni ormai la parola crisi abbinata a qualsivoglia settore: crisi economica, crisi politica, crisi di valori, crisi culturale, crisi sociale. Ovunque si rivolga l’attenzione c’è uno stato di emergenza tale che ci si domanda come si possa uscirne. Forse, ci siamo risposti, l’unica soluzione sarebbe un intervento massiccio di supereroi.

A pensarci bene, però, di supereroi la società civile è piena. Di persone che tirano fuori poteri ed energie inimmaginabili in un contesto ostico, infatti, ne conosciamo tutti.

Per come la vediamo noi, sono validi supereroi gli amministratori delle “nostre” location che si battono strenuamente perché al territorio non manchino risorse e possibilità. E non lo fanno certo per ritorno economico, che ormai lo sappiamo che lavorano pro bono publico. Lo sono altrettanto le piccole associazioni come la nostra che sopportano non più tagli, ma vere e proprie mutilazioni di capitali al grido di «c’è grossa crisi!» (aridaje!), senza però tirarsi indietro e gettare la spugna. Sono supereroi i tanti, tantissimi, professionisti, non del solo settore creativo, che si rimettono in pista giorno dopo giorno nonostante un mercato del lavoro impietoso che ricusa il cambio generazionale, si arrocca su vecchie e discutibili modalità di reclutamento e rifiuta, spaventato, innovazione e progresso perché innovazione e progresso sono la luce che risalta maggiormente le ombre. E di ombre ce ne sono troppe.

Tutti questi supereroi ci salvano dall’aridità, dalla dimenticanza, dalla mancanza di possibilità. E lo fanno quotidianamente. Spesso a bassa voce.

Così, quando è stato il momento di dare un’identità visiva alla quinta edizione, abbiamo scelto di dedicarla a loro, a noi, a te. A chiunque, insomma, riesca a trovare il coraggio di indossare un mantello e uscire là fuori per dare un contributo. Nonostante la crisi, ovvio.

È nata da queste riflessioni la sintesi grafica del manifesto 2014, realizzata dal bravo Alessandro Pelissetti aka Aleroundyou.

 

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Perché una festa riesca bene è importante contornarsi degli amici giusti. Quindi, oltre a te che ci sostieni da un po’, a te che sei venuto qualche edizione fa e stai pensando di ritornare quest’anno e a te che ci hai appena scoperti ma ci vuoi già un po’ di bene, ci saranno anche Silvana, Oscar e Paolo Parola, ovvero la famiglia Incredibili che sta dietro On-Way; Federica Goria, fata madrina di Cracra Kids; e Roberto Bertola, alias don Crac, mastro gelataio della Gelateria Crac di Saluzzo che crea gusti mash up lasciandosi ispirare dalla musica Rock.

E che cosa faranno Silvana, Oscar, Paolo, Federica e Roberto al Pdff2014? Ora te lo raccontiamo.

Sabato 9 agosto, a Ostana, a partire dalle 15 fino alle 18, grazie ad Oscar, Paolo e Silvana, sarà possibile provare gratuitamente i segway di On-Way e sperimentare le sensazioni di un super mezzo ecologico, divertente e innovativo.

Quando li abbiamo invitati a rendere superlativa questa quinta edizione 2014,  non hanno avuto un attimo di esitazione e ci hanno congedati così:

«La Lamborghini Countach ad Automen, la batmobile a Batman, la 313-X a Paperinik e i segway al Pdff»

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Federica, porterà invece le magiche ranocchie di Cracra Kids  a Ostana, venerdì 8 agosto. Presso l’Ala polifunzionale, dalle 15 alle 18, si terrà infatti Supericiclo, il primo laboratorio di taglio senza cucito (le magie esistono!) per bambini e famiglie. Supericiclo è l’occasione per ridare vita a vecchie magliette ormai dimenticate nell’armadio (meglio se belle grandi, magari del papà) trasformandole in veri mantelli da supereroe o in fantastiche collane variopinte. Il laboratorio è gratuito e i bimbi dovranno essere accompagnati da un adulto e portare tutte le magliette da tagliuzzare che desiderano. Alle forbici e alla merenda, un gustoso gelato artigianale offerto dalla Gelateria Crac, penseremo noi!

Alla chiamata del Pdff, Federica ha subito risposto:

«Le mie rane hanno già le forbici pronte»

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Ultimo ma non ultimo, sabato 9 agosto la Gelateria Crac sarà in trasferta a Ostana con tutta la sua gamma di gusti tradinnovativa più il nuovo gusto superfalso creato appositamente per il Pdff2014. Che cosa immagini di più bello di guardare un film con il Monviso a fare da cornice, mangiando un gelato superbuono?

All’invito del Pdff, Roberto non ha perso tempo a dire sì e ci ha tenuto a ricordare che:

«Non di sole missioni può vivere un supereroe»

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Insomma, nel nostro piccolo abbiamo cercato di essere all’altezza del tema che abbiamo scelto coinvolgendo piccoli grandi supereroi incontrati lungo la via.

Il Pdff2014 si avvicina: ci vediamo là?

 

 

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CIAO, È BELLO INCONTRARVI DI NUOVO

fioritura del baffo

Ed eccoci di nuovo qui.

Quinto anno.
Chi l’avrebbe detto che ci saremmo arrivati?

La paura di non farcela è la costante di ogni avventura.
Tanto che ci si aspetta di essere preparati ad affrontarla, ogni volta, perché si sa che la si ritroverà lì, puntuale, ad aspettarci.

Eppure, accidenti, preparati davvero non lo si è mai.

Perché la paura è furba: si insinua di volta in volta in un angolo diverso del percorso. Succede quindi che, per un breve tratto di strada, ci si convinca che ci abbia graziati, che non la incontreremo più. La cosa ci tranquillizza al punto da farci azzardare passi più sicuri, addirittura spavaldi. Ed è nel bel mezzo di uno di questi che, di solito, l’indesiderata torna a far capolino.

Le nostre paure fin qui sono state tante.

La prima è legata alle elezioni amministrative che interessano gran parte dei comuni che ci accompagnano da qualche anno, alcuni da sempre.

Un cambio di amministrazione è sempre un momento delicato per chi opera a diretto contatto e in cordata con le comunità: non è certo che chi arriverà dopo accolga e condivida il progetto con lo stesso entusiasmo dei suoi predecessori e c’è anche il rischio che l’amministrazione uscente non si prenda la responsabilità di lasciare quello stesso progetto, per quanto consolidato esso possa essere, in eredità ai successori.

Per fortuna, i nostri comuni, anche se ‘in scadenza’, non ci hanno abbandonati.
Ci hanno forse lasciati stesi un po’ più del solito al filo delle incertezze, ma è comprensibile e non avrebbero, ne siamo certi, potuto fare altrimenti.

La seconda grande paura riguarda l’altra condicio sine qua non per la realizzazione del festival: i fondi.

Il festival è supportato da due grandi Fondazioni Bancarie: la Fondazione CRT, con noi fin dal primo anno; e la Compagnia di San Paolo, con noi dal 2013. I fondi vengono erogati tramite bandi. I bandi hanno delle scadenze. Ciascuna Fondazione gestisce le scadenze a seconda della propria programmazione. Il che significa, che i risultati dei diversi bandi a cui partecipiamo, ci arrivano con diverse tempistiche.

Partecipare a un bando, poi, non vuol dire vincerlo.

Ad oggi, per esempio, abbiamo la certezza di un solo contributo, confidiamo molto in un secondo e ci auguriamo (con aggiunta di riti scaramantici e censurati gesti apotropaici) di aver conquistato la fiducia di un terzo finanziatore: la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Se questo è lo scenario di aprile, non sarà difficile capire perché, a gennaio, quando ci siamo seduti intorno al tavolo (noi dietro a questa follia che ci ostiniamo a chiamare festival) con un contributo sicuro ma inferiore a quello dell’anno precedente e una serie di incognite non da poco, ci siamo seriamente domandati se fosse il caso di continuare o fosse più saggio chiudere il capitolo Pdff. Poi, abbiamo iniziato a immaginare come sarebbe stato farlo, questo quinto anno:

«Comunque, se avessimo mai dovuto fare una quinta edizione, io avrei proposto di anticiparla»
«Ma sai che non sarebbe stata una cattiva idea? Una settimana prima sarebbe perfetto: non intralciamo le vacanze dei partecipanti e per i comuni è anche meglio, così hanno più tempo da dedicare ai cineasti e non si trovano a dover gestire la congestione degli eventi del Ferragosto»
«Ma quell’idea di poster che avevamo tirato fuori quella sera là, vi ricordate?»
«Uh, vero! Già me lo vedo 70×100»
«In ogni caso, prima, dobbiamo rifare il sito»
«Sì, concordo»
«Ci vogliamo mettere un bel form di iscrizione al concorso, online?»
«Ah, questa è un’idea! E lo facciamo a scorrimento verticale, che ne dite?»
«Sì, figo a scorrimento verticale!»

E insomma, è andata che alla fine siamo qui.

Abbiamo sempre paura, ma quella passa soltanto quando si spengono i fari della serata finale, e arrivare al 9 agosto (alla fine s’è deciso di anticipare di una settimana, eravamo tutti d’accordo) è ancora lunga.
Abbiamo ancora tante incertezze, però il sito a scorrimento verticale, bianco e con il form per il concorso da compilarsi online lo abbiamo fatto.
E il poster… Be’, per quello c’è ancora da aspettare un po’, ma lo abbiamo affidato a un grafico che prima o poi ci piacerebbe proprio presentarvi.
È molto timido però, non sappiamo se riusciremo a convincerlo.

In ogni caso siamo qui, ed è davvero bello incontrarvi ancora!

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TO BE CONTINUED…

Non aggiungiamo parole inutili, ridondanti, a quelle puntuali e personali della giuria di professionisti che ha assegnato premi e menzioni dopo un lunga, attenta e sensibile sessione di visioni.

Qualcuno ha vinto. Sulla carta, fuori dalla carta, indubbiamente sui monti.

Qualcun altro non torna a casa con un premio ufficiale. E un po’ se ne dispiace, e un po’ no.
Perché a sentire le interviste, quelle del giorno dopo, quelle della consegna dopo 96 ore di produzione, ciascuno dei partecipanti torna a casa con un oggetto di valore.

Perdonateci quel filo di retorica, dunque, che ci fa scrivere: abbiamo vinto tutti. Insieme.
Anche se non pensiamo davvero sia retorico riconoscere il lavoro fatto fin qui da noi e da loro.

Noi e loro. Ammettiamo che al quarto anno è davvero difficile distinguere chi siano loro, chi siamo noi.
Lo spirito che ci ha accompagnati, infatti, in particolare in questo ventitredici, è stato uno spirito di squadra.

Difficile crederlo quando ci si gioca un trofeo. Immaginiamo. E infatti un ‘tutti contro tutti’, nel concorso, nella gara, c’è ed è fortissimo e sano. Perché è questo lo spirito della competizione.

Così come c’è, altrettanto forte e dirompente, un ‘tutti con e per tutti’ nello scopo: vogliamo promuovere il territorio, vogliamo fare del cinema un mezzo di comunicazione del reale pur giocando con il falso e la menzogna, vogliamo crescere, insieme e diventare grandi insieme alle nostre montagne, le nostre persone, i nostri sogni.

#aqualcunopiacefalso, quando dice che un diverso modo di comunicare i luoghi non sia possibile. #aqualcunopiacefalso, quando pensa che per la montagna non vi sia futuro.
#aqualcunopiacefalso, quando dice che le giovani generazioni sono disinteressate, lontane, avulse dal contesto in cui vivono.
#aqualcunopiacefalso, quando afferma che il buon cinema si fa nei grandi centri di produzione, con i grandi nomi, con i vip del sistema, con i casati della produzione.

#aqualcunopiacefalso. A noi, per esempio, però per finta.

Il nostro ringraziamento più forte a tutti i compagni di viaggio di questa quarta edizione. A quelli davanti alla telecamera e a quelli dietro.
Ora pensiamo al 2014, insieme.

Sursum corda!

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PDFF 2013: LA SFIDA COMINCIA

Dicono che la montagna sia bella solo d’inverno.
FALSO!

Dicono che i giovani non apprezzino le piccole comunità montane.
FALSO!

Dicono che i ritmi lenti della tradizione non incontrino il mondo dell’innovazione.
FALSO!

È iniziata, con un caloroso benvenuto da parte dei comuni ospitanti la IV edizione del Piemonte Documenteur FilmFest.

Le sette equipes si sono presentate ad Ostana nella mattinata di ieri equipaggiate di idee stravaganti e fervida immaginazione.
Davanti a un Monviso che si rivela solo a tratti, è avvenuto il sorteggio delle chiavi: sette squadre in sette comuni; piccole comunità sempre più calorose e partecipi nell’accogliere e sostenere la troupe che il sorteggio ha loro assegnato.

Una veloce intervista ai partecipanti, qualche consiglio, regola, prassi burocratica e poi… via! Un bel pranzo sopra i 1600 metri, tra i fianchi ruvidi dei  monti, i pascoli e un po’ di foschia ed ecco che si predispone lo scenario per suggestive menzogne da raccontare con l’occhio indagatore dell’obiettivo.

Come se la caveranno i nostri bugiardi?

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PDFF MEET CINEMADAMARE

Succede, a volte, che ci si incontri.

Ci si incontra in un momento non definito, mentre si è affaccendati a fare altro.
Mentre il tempo, alle tue spalle, ti morde le caviglie e, accidenti!, ma com’è che è sempre così impaziente questo tempo?

Nonostante il tempo che fugge (sacrosanto!, è illeggibile un post con su scritto ‘nonostante il tempo che fugge’, no?), alcuni incontri rimangono impressi. Uno sguardo rapido, una parola frettolosa, rimangono lì per qualche frame. Non serve di più. Serve aver capito di avere a che fare con una realtà in continuo movimento. E nomade, per giunta. Il che dà a intendere di trovarsi di fronte a una gran voglia di mescolarsi e di sapere che c’è al di là della collina. E al di là della collina spesso c’è il mare. In questo caso un CinemadaMare. Con tutte le combinazioni possibili tra lettere e parole.

Abbiamo incontrato CinemadaMare e abbiamo siglato una partnership (parola tanto cliccata, infatti la mettiamo per questioni di SEO strategy – anche questa, a sua volta, molto cliccata. Facciamo tutto questo sperando di risolvere la faccenda del ‘nonostante il tempo che fugge’. Un orrore!).

Abbiamo incontrato CinemadaMare e, con la sfacciataggine che evidentemente contraddistingue entrambi, ci siamo detti che ci piacciamo. Che i rispettivi progetti hanno un appeal (parola cliccata da uno a 10, 5. Buttala via…) per entrambi. Che insieme possiamo immaginare qualcosa. Oppure no. Possiamo soltanto batterci delle gran pacche sulle spalle al momento giusto. Dirci eddaieddaieddai, se serve. Fare rete. Sulla Rete, fuori dalla Rete. Cercando di crescere e diventare meglio. In due, oggi. In tre, quattro, cinque… boh? Domani.

Siamo davvero contenti di avere questi amici in più e vi invitiamo ad andare a conoscerli.

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